Plusdotazione

Plusdotazione

La plusdotazione (in inglese giftedness, da gift ossia “dono”) è un’asincronia dello sviluppo di elevate capacità cognitive, risultanti dall’interazione tra fattori neuro-anatomici, biologico-comportamentali, familiari e ambientali, in un dato contesto socio-culturale.

Se da un lato l’individuo dimostra livelli di performance superiori ai coetanei (o ha il potenziale per manifestare straordinarie abilità) in almeno uno di questi ambiti: intellettivo, accademico, creativo e artistico; dall’altro si assiste ad una disarmonia emotiva, potenzialmente pericolosa per il benessere psicologico dell’individuo, in particolar modo nel periodo adolescenziale.

A prescindere dalla tipologia, il talento è coltivato grazie alla perseverazione di comportamenti finalizzati all’obiettivo e a processi percettivi automatici, di cui il soggetto non è consapevole.

A livello internazionale sono stati delineati alcuni criteri per facilitare il riconoscimento di questi bambini.

Ecco le principali caratteristiche:

Potenzialità superiori rispetto ai pari:

Peculiare è la spiccata e rapida capacità di apprendimento in uno specifico dominio, non necessariamente estesa ad altri campi del sapere. Falsi miti alimentano l’idea che siano bambini ‘onniscienti’, con competenze superiori in tutti gli ambiti accademici. Al contrario, spesso non considerano la scuola una loro priorità e si annoiano, manifestando comportamenti di disattenzione e talvolta di disturbo nel contesto scolastico.

Nonostante lo scarso impegno, con il minimo sforzo sono in grado di ottenere prestazioni superiori al gruppo dei pari. Perché?

Prima di tutto perché fattori neuro-anatomici (accertati mediante risonanza magnetica funzionale o fMRI) consentono loro di elaborare le informazioni in modo rapido e parallelo, prendendo in considerazione un numero superiore di alternative (pensiero arborescente), che però possono risultare potenzialmente forvianti durante lo svolgimento di compiti o di attività sequenziali.

Inoltre, sono dotati di un’eccezionale memoria, oltre che di una modalità di pensiero intuitiva, divergente e spesso compulsiva.

Capacità e competenze non comuni

La precocità dello sviluppo linguistico è uno dei primi segnali colti dai genitori. In particolare, notano un ampio vocabolario e proprietà sintattiche fuori dal comune. La velocità di apprendimento è tale che talvolta sono autodidatti nella lettura, nella scrittura e/o nel calcolo.

Vengono definiti visual-spatial learners grazie alla loro sorprendente capacità di comprendere ed utilizzare le relazioni spaziali.

Seppure non abbiano particolari capacità metacognitive, selezionano strategie solitamente efficaci in modo rapido e flessibile (multi-potenzialità).

L’area di eccellenza deve portare a produttività

Il bambino plusdotato è solito esternare un’intensa e persistente motivazione ad apprendere ciò che riguarda il dominio di suo interesse. Se appassionato alla materia, l’amore per la conoscenza lo spinge a ricercare la complessità, a creare collegamenti logici tra gli argomenti e a trarre inferenze. Tuttavia, non si limita a costruire fervide astrazioni, ma dà inizio a progetti pratici. Le loro idee talvolta bizzarre li rendono creativi artisti e sorprendenti inventori, anche di giochi!

Dimostrabile attraverso una valutazione diagnostica (assessment)

L’abilità cognitiva superiore alla media viene esaminata attraverso strumenti clinici standardizzati. I bambini plusdotati possiedono un quoziente intellettivo (QI) che si aggira tra i 121 e i 160. Coloro che ottengono un punteggio medio compreso tra 100 e 120 vengono, invece, definiti ‘bambini brillanti’. Attualmente in Italia si ritiene che il 5% dei bambini sia plusdotato.

“Avere un alto potenziale cognitivo non è garanzia di successo e stabilità nella vita” sostiene l’esperta in materia Maria A. Zanetti, tuttavia è garante di superiori capacità mnestiche e di problem solving.

L’eccellenza viene riconosciuta dalla società

Sebbene non sia impossibile, è difficile che un bimbo gifted non venga notato per le sue eccezionali capacità. In primo luogo è estremamente curioso e perspicace, caratteristiche che lo portano a porre molteplici domande agli adulti, di cui tendenzialmente predilige la compagnia. Avvalendosi di un’ampia padronanza lessicale, inoltre, manipola ed elabora le informazioni discutendo minuziosamente dei dettagli.

Anche i compagni si accorgono velocemente delle sue qualità, consentendo al bambino ad alto potenziale di implementare le proprie capacità di leadership.

Disarmonie nello sviluppo generale

  • Talvolta compaiono differenze anche tra lo sviluppo cognitivo e quello motorio.

Rispetto ai coetanei, i bambini gifted possono apparire goffi ed impacciati.

  • Anche lo sviluppo emotivo non è precoce quanto quello cognitivo.

Quelle che durante l’infanzia appaiono come manifestazioni di anticonformismo e spirito di indipendenza, durante l’adolescenza rischiano di sfociare nell’isolamento.

La loro fervenza neuronale non si concilia facilmente col contesto sociale poiché, soffrendo la mancanza di stimolazioni ambientali ed essendo abituati a dominare nelle discussioni, hanno difficoltà ad ascoltare l’altro e a gestire la frustrazione quando si sentono incompresi, soprattutto con i coetanei. Può capitare, ad esempio, che i compagni di classe non abbiano ancora ultimato lo sviluppo del senso dell’umorismo, che loro facciano già ricorso all’ironia e al sarcasmo.

La diacronia nella maturazione delle capacità personali può incidere sia sulla sensibilità dell’individuo, che sull’eventuale sviluppo di disturbi psicologici. Non basta avere un alto indice di QI per arginare i rischi di sintomatologie depressive, drop-out, basso rendimento e altre problematiche disfunzionali.

L’ipersensibilità emotiva, ad esempio, viene spesso esternata sotto forma di eccessiva empatia, sproporzionato nervosismo e sintomatologia depressiva (in particolare bassa autostima).

Dal momento che esistono alcune somiglianze con il disturbo da deficit di attenzione/ iperattività (ADHD) e con il disturbo oppositivo provocatorio (DOP) nelle manifestazioni comportamentali, è auspicabile effettuare i giusti accertamenti.

CONCLUSIONE

Il potenziale ha origini genetiche, tuttavia l’intelligenza necessita di essere nutrita e stimolata continuamente dall’ambiente. L’intervento dei genitori nei confronti della selezione del percorso educativo più adeguato è funzionale sia al benessere psicologico del bambino, sia alla manifestazione del suo potenziale.

 BIBLIOGRAFIA / SITOGRAFIA

Ruf, D. L. (2021). How parental viewpoint and personality affect gifted child outcomes. Gifted Education International37(1), 80-106.

Winner, E., May-June 2012. Gifted child. ParentEdge

Zanetti, M. A., Renati, R., & Beretta, A. (2013). la plusdotazione: introduzione. In Forum: la plusdotazione: introduzione (pp. 295-299). Franco Angeli.

Zanetti, M. A., Plusdotazione non solo QI: tra mito e realtà, in “Giornale italiano di psicologia, Rivista trimestrale” 3-4/2020, pp. 889-896

Writer: Dott.ssa Greta Ronzoni